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23/06/2008
Guida sicura solo con una vista perfetta

La guida è diventata una delle azioni più frequenti dell'uomo. Si guida in tutte le condizioni meteorologiche , mettendo a volte a dura prova le proprie capacità percettive.

Non bastano i 10/10 nella visione da lontano ma, per una buona vista al volante, occorrono altre caratteristiche fondamentali.

In primo luogo la visione periferica, importantissima nei sorpassi, poi una buona acutezza visiva dinamica, una corretta percezione della profondità e una chiara visione notturna.

E' necessario anche un adeguato coordinamento visivo, la facilità e la prontezza di dirigere entrambi gli occhi sullo stesso oggetto e un’ottima accomodazione per cambiare rapidamente e con disinvoltura il fuoco degli occhi da un oggetto lontano ad uno vicino.

Non può mancare infine una corretta percezione del colore.

Quando si è sulla strada, bisognerebbe poter contare sulla massima efficienza visiva, invece, il più delle volte, si guida senza vedere bene e spesso senza esserne consci.

Per questo motivo, anche se si è sicuri di avere una buona vista, è preferibile avere una conferma della propria efficienza visiva, per la propria sicurezza e per quella degli altri.

Si valuta infatti che il 10% degli incidenti causati da eccesso di velocità, insufficiente distanza di sicurezza, guida distratta e mancata osservanza dei segnali, sia da imputarsi a difetti visivi, di solito non conosciuti dal soggetto.

Da una ricerca europea è risultato che solo il 42% degli italiani utilizza strumenti correttivi per la vista contro il 48-50% del resto d’Europa.

Vi sono difetti visivi trascurabili, che permettono una visione soddisfacente, ma che alla guida affaticano gli occhi e la mente, rendendo più lente le reazioni agli ostacoli.

 

L’età poi influisce notevolmente: col passare degli anni, il cristallino perde elasticità e l’occhio impiega più tempo a mettere a fuoco gli oggetti.

Se si è alla guida, questo difetto può diventare pericoloso perché è fondamentale riuscire a mettere bene a fuoco tutto il campo visivo davanti a sé. Inoltre invecchiando la pupilla impiega più tempo a restringersi e a dilatarsi in base alla quantità di luce che la investe.

E’ questo un fattore che può rendere pericolosa la guida; pensiamo per esempio ad una strada con gallerie, in cui il passaggio dalla luce al buio è continuo e molto rapido.

Di notte poi anche chi ha una vista perfetta deve fare molta attenzione. L’occhio umano è fatto per vedere bene anche col buio: la pupilla, infatti, si dilata e si restringe a seconda della quantità di luce che la investe.

Restringendosi, essa consente di mettere a fuoco gli oggetti lontani e quindi di vedere bene. Col buio, la pupilla spontaneamente si dilata e, come in una macchina fotografica, il diaframma più aperto riduce la profondità di campo, il contrasto luminoso e l’acutezza visiva.

Ma, affinché si riesca a vedere tutto al meglio, occorre che la pupilla si restringa: ecco perché aumentano in modo spontaneo gli ammiccamenti (i battiti delle palpebre).

Accanto ad una riduzione della qualità visiva provocata dal buio, vi sono disturbi caratteristici provocati dal contrasto luce/buio: l'abbagliamento e gli aloni.

La pupilla, come si è detto, si dilata per raccogliere la maggiore quantità di luce e in queste condizioni un fascio di luce improvvisa che colpisce l'occhio provoca un abbagliamento.

I fari abbaglianti di un‘auto nell’opposta direzione di marcia provocano una cecità improvvisa che cessa solo qualche secondo dopo e, nelle persone sopra i 40 anni d’età, il fenomeno dell’abbagliamento è più frequente e dura più a lungo.

Quindi , oltre a mantenere in funzione il tergicristallo e pulito il parabrezza, mostrare particolare attenzione nel caso di pioggia, neve o nebbia e guidare ad una velocità non troppo elevata, è indispensabile sottoporsi a periodici esami della vista per poter correggere eventuali difetti con occhiali adeguati o lenti a contatto.

Per l'Ottico